Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Fin dal
Paleolitico l'uomo fu presente su tutto il territorio, perchè qui vi trovò
l'habitat ideale: clima mite, sorgenti di acqua potabile, terreno ferace con abbondanza di
frutta e con ricchezza di selvaggina stanziale e migratoria e, lungo la costa,
innumerevoli insenature con ricca varietà di pesci.
Le zone di maggiore frequentazione furono quelle di Vallecoppe, Campi, Costella,
Puntalunga, Macchione, Passo dell'Arciprete, Sfinalicchio e tantissime altre ancora.
L'uomo lavorò la selce, cosparsa su tutto il territorio, costruendovi gli strumenti di
lavoro, di caccia e di difesa.
L'impianto maggiore dell'industria dei manufatti litici è stato rinvenuto, pochi anni or
sono, a circa tre chilometri da Vieste, in contrada Defensola, con la scoperta della
miniera di selce, definita una delle più grandi d'Europa.
Nei pressi del Castello e sulla Punta di S. Francesco sono
ancora visibili resti di tombe dell'Età del Ferro, mentre il dolmen che vi era in
contrada Molinella, è andato irrimediabilmente distrutto, circa venti anni fa.
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