Acmet Pascià (o Acomet Basnà), un feroce Rais al servizio
di Maometto II, dopo aver distrutto la città di Otranto e fatto
trucidare sul colle della Minerva 800 cristiani, per disorientare
ed ostacolare l'avanzata dell'esercito napoletano guidato dal
Duca di Calabria, inviò, alla fine di agosto del 1480, circa 70
navi verso il Gargano. A sorpresa si attaccò Vieste e, come si
apprende dalla relazione di un Oratore Estense "con
uccisione di molte anime... il turco [la] ruinò e brusiò fino a
li fondamenti". Il re Ferdinando, interessato da Antonio
Miroballo, governatore forse di Vieste, si prodigò
immediatamente per la sua ricostruzione e la colmò di privilegi.
Le minacce dei saraceni e
dei barbareschi, con attacchi a sorpresa e repentini, si fecero
ancora sentire nella prima metà del '500 su tutta la costa
garganica, benchè il viceré, d. Pedro di Toledo, si fosse
prodigato nel far costruire, nei luoghi più esposti al pericolo,
baluardi di difesa e di avvistamento.
Molto funesto fu l'assalto che Vieste subì il 15 luglio 1554. A
dirigerlo fu il famigerato Draguth, che nel 1551 passò come
corsaro alle dipendenze di Solimano il Magnifico. Gli fu affidato
la flotta della Mezzaluna con l'incarico di Rais e meritò subito
l'appellativo di "Spada snudata dell'Islam", perché
ogni battaglia era per lui un'opera meritoria per il paradiso e
la ferocia trovava giustificazione nei precetti del Corano.
Vieste, "dopo esser stata sette giorni assediata da Draguth
con settanta galere dell'Armata del gran Turco, fu ultimamente,
non potendosi più difendere, saccheggiata, presa, e abbruciata
con preda notabile di cittadini e ricchezze e con perdita di
sette milia anime tra presi e morti" (E. Bacco, Il Regno di
Napoli diviso in dodici province, 1618). Draguth troverà la
morte il 25 giugno del 1565, durante l'assedio di Malta.


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